Il mio trono non è mai stato tuo
Dopo vent’anni, quando i Lowe finalmente si riuniscono con il loro figlio perduto da tempo, si aspettano che sia una figura pietosa da manipolare facilmente. Poco sanno che è un’anima vendicativa che è risalita dall’inferno. Il figlio adottivo lo vede come una spina nel fianco, la sorella lo disprezza come inferiore, e i genitori cercano di legarlo con il senso di colpa. Ma lui risponde con un sorriso freddo: “Reclamerò tutto ciò che è legittimamente mio, incluso l’Impero Lowe che tenete tanto caro.”
Il ritorno del figlio ripudiato che si scopre tutt'altro che sottomesso è una premessa già rodata, qui caricata con un tocco quasi sovrannaturale nel riferimento all'inferno. La famiglia che sottovaluta chi ha ferito resta il motore della vendetta, con fratellastro e sorella nel ruolo di antagonisti scontati. Il tono da resa dei conti gelida, più che rabbiosa, potrebbe distinguerla dalle solite storie di rivalsa domestica.